martedì 7 luglio 2026

Milano

Frutto dell’alternanza di flussi di coscienza e scene venatorie, compagni di caccia e sogni, tra un falco pellegrino e il suo falconiere, Lasciati assalire (Analisi di un rapace in picchiata, Manni Editore, 125 pagine, 17,50 euro) è l’originale e sorprendente esordio letterario di Michele Casiraghi. Con una scrittura raffinata ed eloquente, Lasciati assalire racconta lo sviluppo di due identità che sembrano a tratti confondersi diventando indistinguibili. È un’educazione alla convivenza in cui l’animale impara ad adattarsi ai ritmi del suo carceriere e scopre di amarlo, così come accade all’uomo, il quale guarda con orgoglio il falco che si perfeziona come predatore. La libertà di entrambi forse dipende da “ un artiglio che ti piove dal cielo” o da “frammenti d’inconscio” che sottintendono quella mutazione che può arrivare solo dal confronto. Tutto giocato sulla riflessione, sull’analisi e sulla trasformazione interiore dalla solitudine dal dolore e dalla rabbia, Lasciati assalire verrà presentato martedì 14 luglio, ore 19.30, a Milano presso il Bistrò di Casa degli Artisti, via Tommaso da Cazzaniga, corso Garibaldi 89/A. Camilla Giraudi dialogherà con Michele Casiraghi, nato nel 1973 a Milano, dove vive. Ha studiato Arte drammatica a Parigi e Strategic Marketing alla New York University. Ha lavorato nel settore della comunicazione e collaborato con ONG in Africa e Cambogia. Realizza progetti fotografici, teatrali e audiovisivi. Per ulteriori informazioni: www.michelecasiraghi.com.

Lodi

mercoledì 10 giugno 2026

Voghera

Il tempo è relativo, non importa da che parte sta. Ci sono cellule che decadono e altre che si moltiplicano. Ci sono rock’n’roll band che esplodono, implodono o rimangono all’infinito e poi ci sono i Mandolin’ Brothers. Ogni tanto festeggiano un anniversario: trent’anni, quaranta, forse di più. È difficile capire anche l’età dei singoli membri e chissà come festeggiano i compleanni. Posso solo immaginare: una volta li ho incontrati per organizzare un concerto, e non sono più tornato a casa. Dai, lo sapete tutti che i Mandolin’ sono un’entità diversa che vive il rock’n’roll non come se fosse l’unica missione della vita, ma come se fosse la vita stessa. Con qualche vizio. Qualche anno fa, gli show dei Mandolin’ erano degli happening dove succedeva di tutto: c’era una danzatrice del ventre, o me la sono sognata? Qualcuno suonava un sitar? Probabile, ma una sera è salito sul palco con loro Jono Manson in quell’angolo speciale che era Spaziomusica e all’improvviso Pavia è diventata New York o Memphis o Austin, e se non è un miracolo quello, ditemi voi cos’è. I Mandolin’ sono così: appaiono un po’ dimessi, magari le camicie avrebbero bisogno un’aggiustatina, ma poi cantano Desolation Row verso per verso, strofa per strofa, senza dimenticare una parola, e suonandola come se Dylan fosse lì, intento a decidere se assumerli o no per il Never Ending Tour. Farebbero la loro figura, non c’è il minimo dubbio, perché non conoscono solo le sue canzoni (a proposito, c’è una spettacolare versione di Blind Willie McTell in arrivo) ma anche quelle di David Crosby, dei Little Feat o degli Allman Brothers. Una volta avevo bisogno un pezzo per uno spot, mi hanno mandato una canzone di Steve Earle. Lo stile è quello, generoso e accurato, e così anche se stanno insieme da secoli, non è che abbiamo prodotto granché perché il tempo è una cosa, e i tempi sono un’altra. Però quello che hanno inciso è tutto splendido, suona benissimo. Anche il nuovo album, Restless, in uscita alla fine di settembre, manda segnali forti e chiari, e andrà ascoltato a tutto volume, in modo che anche i vicini di casa capiscano e si adeguino al menù dei Mandolin’ Brothers che prevede sempre una certa quantità di decibel. Lo stanno producendo in compact disc e in vinile e visto che l’industria discografica ha fatto la fine che ha fatto, se lo producono da soli e hanno bisogno una mano per cui bisogna andare qui per sostenere lo sviluppo, l’evoluzione e la genesi e la rivelazione di Restless. Serve soltanto un piccolo sforzo ancora, poi i Mandolin’ Brothers potranno avviarsi a festeggiare pure il mezzo secolo di fedeltà a se stessi e al rock’n’roll. Conosco soltanto un’altra band che è durata così tanto, sta per uscire con un nuovo album e dice ancora che il tempo sta dalla loro parte, e sono pure in formissima, ma di sicuro non hanno bisogno del crowfunding.

martedì 5 maggio 2026

Melegnano


La voce narrante di Biagio Vinella e la chitarra di Evasio Muraro presentano a Radio Usom, venerdì 8 maggio, dalle ore 22 La cravatta blu, storia di un ragazzo cresciuto nella Torino degli anni Sessanta fra illusioni e delusioni di una generazione che ha vissuto speranze e turbolenze del dopoguerra. La regia è a cura di Max XXX Pala, la partecipazione è libera e gratuita, ma si può ascoltare e vedere in diretta su Radio Usom, A-Live & Kicking.