lunedì 19 ottobre 2026

Lonate Ceppino

Testimoni di una longevità che ha pochi confronti nella storia del rock’n’roll, con mezzo secolo di attività alle spalle, i Mandolin’ Brothers scelgono di celebrarla nell’unico modo che conoscono e per cui si sono fatti apprezzare. Un nuovo disco, Restless, e la sua anteprima che avviene un sabato sera, proprio come il primo dicembre 1979 quando esordivano aprendo per l’altrettanto duratura e solidissima Treves Blues Band. “Di anni ne sono passati parecchi, di palchi ne abbiamo visti tanti e di note ne abbiamo prodotte a fiumi, ma l’emozione e la passione nel prendere in mano uno strumento per condividere i nostri sentimenti rimangono” dicono gli stessi Mandolin’ Brothers presentandosi per l’occasione e Restless non fa che confermare la sensazione di una band ancora vitale capace di moltiplicare le proprie passioni, da Dylan ripreso con Blind Willie McTell ai riff degli Stones ai groove dei Little Feat, in una manciata di canzoni costruite attorno a un suono naturale, spontaneo e autentico. L’essenza dei Mandolin’ Brothers, dovuta anche per la loro provenienza dall’entroterra pavese, è quella del droghiere del paese di provincia che affetta da tempo immemore lo stesso salame, ma ha comunque una fila nel suo negozio ad aspettarlo perché con quella qualità lì, e tagliato con quello stile, si trova soltanto lì, e il gusto ne guadagna. Restless, album numero sette, è la conferma a suo modo definitiva di quell’attitudine, molto casual nell’approccio, senza trucchi o maschere, ma molto, molto concreta nei risultati. Tanto è vero che per registrarlo i Mandolin’ Brothers non sono nemmeno andati tanto lontano da casa, affidandosi alle cure di Marco Alberto Matti al Casemate Recording Studio sulle colline al confine tra Lombardia e Piemonte, ma, a occhi chiusi, i suoni potrebbero rimbalzare benissimo dalle pareti di Big Pink, West Saugerties, stato di New York. Per il test definitivo, perché la vera vita di una rock’n’roll band è sul palco, i Mandolin’ Brothers non potevano scegliere un luogo migliore: il Black Inside di Lonate Ceppino è diventato nell’arco di pochi anni un punto di riferimento per la musica dal vivo di qualità proponendo una programmazione raffinata e divertente nello stesso tempo, prediligendo le proposte nostrane e alimentando un legame tra pubblico e musicisti dentro una “comunità elettrica”, come la definiscono loro stessi, che ne fanno un’oasi culturale da salvaguardare. Avvertenza importante: ci sono ancora una dozzina di posti disponibili, conviene senza dubbio prenotare.

Nessun commento:

Posta un commento